A 26 anni dall’infortunio, l’Inail ferma i funerali di Graziano Cusan
Un ultimo saluto che deve attendere, una cerimonia sospesa proprio quando tutto era pronto per il commiato. La comunità di Concordia Sagittaria è rimasta colpita e addolorata dal rinvio dei funerali di Graziano Cusan, l’artigiano edile di 78 anni mancato lo scorso 20 aprile.
A soffrire maggiormente in queste ore surreali sono la moglie e i suoi due figli. La famiglia, già affranta dal lutto, si è vista negare la possibilità di dare immediata sepoltura al proprio caro. A fermare il rito, infatti, non è stata una disattenzione organizzativa, ma una rigorosa disposizione dell’Inail.
L’ente ha richiesto accertamenti medico-legali approfonditi sulle cause del decesso. Questa vicenda non è solo cronaca locale, ma l’ultimo atto di una tragedia sul lavoro iniziata ben 26 anni fa, quando una drammatica caduta da un ponteggio cambiò per sempre la vita di Graziano, costringendolo su una sedia a rotelle.
Un atto dovuto per la tutela dei familiari
L’obiettivo dell’Istituto oggi è stabilire con rigore clinico se vi sia un nesso di causalità tra i postumi di quel terribile infortunio e la morte dell’artigiano. Questo passaggio, pur essendo un trauma nel trauma per chi non può celebrare il funerale, è un passo fondamentale a livello di tutele: qualora il legame venisse confermato, ai superstiti verrà riconosciuto il pieno diritto alla rendita previdenziale.
La nostra riflessione
La storia di Graziano ci sbatte in faccia una verità ineluttabile: un infortunio grave non si esaurisce quando si spengono le sirene dell’ambulanza. È una ferita cronica che si protrae per decenni, stravolgendo l’esistenza di un’intera famiglia.
Nei cantieri non esistono edifici in costruzione senza ponteggi sul perimetro esterno in modo da ridurre il rischio di caduta dall’alto. Questa è la base assoluta, il punto di partenza non negoziabile. Eppure, le cronache continuano a raccontarci le conseguenze a lungo termine di protezioni assenti o eluse.
Oggi attendiamo che la scienza medico-legale faccia il suo corso per restituire Graziano all’affetto dei suoi cari per l’ultimo saluto. Nel frattempo, il calvario di questa famiglia deve risuonare come un monito per ogni operatore del settore: la sicurezza è l’unica rete che protegge la nostra vita.
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