Complici del silenzio
Questa poesia nasce dalla necessità urgente di rompere il silenzio che avvolge le morti sul lavoro, tragedie spesso invisibili, negate o considerate semplicemente “accidenti”. Ispirata alla frase di Ernesto Sabato, che denuncia la complicità di chi resta immobile davanti a un sistema che legittima la “morte silenziosa”, il testo vuole essere un grido di memoria e responsabilità. Non si tratta solo di ricordare un singolo operaio, ma di riconoscere in ogni vittima una chiamata a non chiudere gli occhi, a non incrociare le braccia di fronte a ingiustizie che si ripetono, giorno dopo giorno.
Complici del silenzio
Cadde in ottobre,
quando le foglie imitano le vite
e il vento, tra i capannoni,
parla con voce di fabbrica stanca.
Cadde nel giorno
in cui anche il sole
uscì tardi e senza calore.
Era un ragazzo fatto di forza e domande,
con le mani temprate dal bisogno
e le tasche piene di distanza.
Il suo corpo,
rimasto a metà tra un gesto e un ordine,
era un punto e virgola
nel libro stanco del dovere.
I colleghi lo videro diventare nebbia,
ma nessuno seppe più pronunciare il suo nome.
L’ingranaggio calvo
è un vecchio, ha perso la memoria,
e continua a girare,
senza ricordare cosa ha schiacciato.
E noi?
Siamo qui a leggere
un trafiletto di cronaca
ma se incrociamo le braccia,
sotto il peso del tempo che non perdona,
diventiamo ombre nella fossa
dove si seppelliscono i nomi.
La morte, qui, è una strada senza bandiere,
una sentenza senza giudici.
Eppure, se non diciamo nulla,
se restiamo immobili come pietre,
diventiamo complici
complici di questa danza d’acciaio
che spezza vite senza mai voltarsi.
Guardatelo negli occhi, ora:
sono vuoti, sì,
ma ci sfidano ancora,
ci chiedono perché taciamo,
perché il silenzio è diventato legge.
Se incrociamo le braccia,
saremo complici del silenzio,
del sistema che ha legittimato
questa morte che non fa notizia.
E allora, alziamo le mani,
facciamo rumore,
perché il silenzio
è l’ultimo ingranaggio
che dobbiamo rompere.
Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute, nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna. Laureata in Scienze Biologiche e successivamente in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso l’Università di Bologna, ha saputo coniugare una solida formazione scientifica con una profonda sensibilità umanistica. Attualmente frequenta un master universitario di secondo livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, un percorso che riflette il suo impegno attivo sul campo, testimoniato da progetti educativi itineranti finalizzati alla prevenzione della violenza sulle donne e alla promozione del rispetto e della consapevolezza emotiva.
Collabora con testate giornalistiche e riviste culturali come il Corriere Nazionale, Il Newyorkese, I love Italy News – Arte e Cultura, Masticadores, Almablog, Alessandria Today, Femminile e singolare, Arcipelago Milano, la rivista Odysseo, Nel Quotidiano News, il giornale Progetto-Radici, il blog Vento Adriatico e il Giornale Letterario del Premio Letterario Nabokov. Attraverso queste collaborazioni, la sua voce si fa interprete di una scrittura civile che intreccia poesia, denuncia sociale e riflessione umanistica, con particolare attenzione al mondo del lavoro, ai diritti delle donne e alla costruzione di relazioni autentiche ed equilibrate. È attivista impegnata nella denuncia degli
infortuni sul lavoro e nella lotta contro ogni forma di violenza, con un’azione concreta che si estende anche al mondo della scuola. Ha ideato e condotto progetti culturali e laboratori educativi dedicati all’educazione affettiva ed emozionale, come Il laboratorio delle emozioni sul sentire, esperienze di caviardage poetico e percorsi di scrittura creativa e consapevole, con l’obiettivo di sviluppare empatia, ascolto e pensiero critico tra le giovani generazioni.
Tra le sue pubblicazioni più significative si annoverano:
Di un’altra voce sarà la paura (Leonida Edizioni, 2024),
Doble acento para un naufragio (Edições Fantasma, 2023),
L’infanzia dell’erba (Melville Edizioni, 2021),
Demamah: il signore del deserto (Monetti Editore, 2019),
Inventario delle cose perdute (Leonida Edizioni, 2018),
Fotogrammi di confine (Laura Capone Editore, 2017),
Soffio di anime erranti (Prospettiva Editrice, 2017),
Credibili incertezze (Leonida Edizioni, 2016),
Due amanti noi (FusibiliaLibri, 2015),
Tracce di semi sonori con i colori della vita (Centro Studi Tindari Patti, 2014) e Pensieri trasognati per un sogno (Centro Studi Tindari Patti, 2013).
La sua opera continua a crescere e a radicarsi in un orizzonte poetico sempre più aperto al mondo, alla parola e al sentire profondo dell’umano

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