Infortunio mortale in Via Mare di Tasman ad Ostia (Roma): fatti, verifiche e primi accertamenti

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Infortunio mortale in Via Mare di Tasman ad Ostia (Roma): fatti, verifiche e primi accertamenti

La tragica fatalità si è consumata nel pomeriggio di martedì 9 settembre 2025, in Via Mare di Tasman, al civico 15, nel quartiere di Ostia Levante a Roma. La vittima è un operaio di 53 anni, di nazionalità romena, che stava lavorando alla ristrutturazione della facciata e dei balconi di un palazzo residenziale. A quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, l’uomo è precipitato dal quinto piano dell’edificio. L’allarme è stato lanciato immediatamente dai suoi colleghi, che erano con lui sul posto, e da alcuni residenti del palazzo.   

Nonostante la tempestività delle chiamate di soccorso, l’impatto al suolo è stato fatale. All’arrivo dei medici del 118, giunti dal vicino Ospedale Grassi di Ostia, non c’era più nulla da fare se non constatare il decesso dell’operaio. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Ostia e il personale del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.) dell’ASL Roma 3.   

Le indagini sono attualmente in corso per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente. L’espressione, ricorrente nelle prime cronache giornalistiche, che la “dinamica dell’infortunio è ancora da ricostruire” [User Query] non indica una semplice incertezza, ma la complessità intrinseca delle investigazioni. L’intervento congiunto dei Carabinieri e del personale dello S.Pre.S.A.L. rivela un approccio a due livelli. Mentre i militari si concentrano sulla possibile rilevanza penale dell’evento, indagando per reati come l’omicidio colposo, gli ispettori dell’ASL si focalizzano sulla verifica del rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. Questo processo include l’analisi dell’adeguatezza delle attrezzature, come ponteggi o impalcature, la verifica della presenza e del corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), e l’accertamento della formazione dei lavoratori. Un elemento di indagine aggiuntivo, come riportato, è la possibilità che l’operaio sia stato colpito da un malore prima di precipitare, un’ipotesi che le autorità non escludono a priori in attesa di ulteriori accertamenti.   

L’evento di Ostia si inserisce in un contesto temporale di particolare gravità. Le fonti lo indicano come il “quinto caso di morte sul lavoro in due giorni” a livello nazionale e, più specificamente, il “secondo incidente mortale sul lavoro in 24 ore” tra Roma e Ostia. Il riferimento è alla tragedia avvenuta il giorno precedente, l’8 settembre, a Roma, dove l’operaio Daniele Cucchiaro, 47 anni, è morto schiacciato da un muletto sulla banchina del Tevere, all’altezza di Piazza Trilussa. L’avvicendarsi di due tragedie così simili, seppur con dinamiche diverse (caduta dall’alto e schiacciamento), in un arco di tempo così ristretto e nella stessa area metropolitana, non è una coincidenza, ma un chiaro indicatore di un problema endemico che va ben oltre il singolo episodio di negligenza, riflettendo un profondo fallimento sistemico nella tutela dei lavoratori.   

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LA STRAGE INFINITA 

 

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