La sicurezza inefficace

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La sicurezza inefficace

In tutti i settori lavorativi ed in particolare nei cantieri temporanei e mobili (Titolo IV del D. Lgs. 81/2008), la sicurezza dei luoghi di lavoro è da considerarsi un complesso ed articolato adempimento burocratico. Una produzione di carte inutili prodotte nel tentativo di ottemperare ad una legge poco chiara, che nei fatti, non aiuta a ridurre le tantissime criticità di un lavoro sempre e comunque pericoloso.
A cosa servono, dunque, tutti quei documenti della sicurezza che la legge impone ma che nessuno legge? Sicuramente al Giudice o al P.M. per costruire “il processo” ed emettere la sentenza di condanna per omissione degli obblighi normativi, sulla base di un documento che non prevede ciò che avrebbe dovuto prevedere ma che invece, obbligatoriamente avrebbe dovuto prevenire! Una legge disarticolata, fatta di tantissimi concetti astratti che non riescono a tramutarsi in azioni  concrete ed idonee a risolvere i tantissimi problemi che gli obblighi di tutela comportano. Secondo voi il rispetto delle indicazioni suggerite dai tanti documenti della sicurezza imposti per legge, quali il POS, il PSC o il PiMUS o come anche il DVR o il DUVRI sarebbero idonei ad impedire e quindi a prevenire i tanti eventi infortunistici che quotidianamente si verificano? Secondo me “NO”, ma soprattutto a cosa servono tutte quelle figure coinvolte nella gestione ed attuazione del sistema sicurezza? Tanti soggetti da coinvolgere in caso di infortunio per ripartire le spese del risarcimento del danno. Una legge inutile resa ancor più inutile per le tante manomissioni ed integrazioni subite nel corso degli anni. Ogni governo apporta sostanziali inutili modifiche. L’infortunio accade per un imprevedibile tragico evento, nessuno vorrebbe morire o farsi male, né si augura o vorrebbe cagionare intenzionalmente la morte di un proprio lavoratore. In primis ci troviamo difronte a soggetti che nella loro inconsapevole ignoranza, non sanno come gestire le tante criticità che questa materia impone, il cui unico scopo è quello di individuare un colpevole, secondo il principio per il quale, per ogni infortunio c’è sempre un responsabile a cui attribuire la colpa. Soggetti che involontariamente ed inconsapevolmente sono coinvolti per l’omissione degli obblighi che a vari livelli la legge impone, a partire  dall’importante obbligo della formazione o dell’informazione. Quanti lavoratori ricevono una adeguata formazione e/o informazione idonea? Il legislatore ha voluto riporre nella formazione il principio fondamentale della prevenzione degli infortuni,  secondo il quale chi conosce i rischi li evita. Purtroppo la formazione, per motivi prettamente economici ed organizzativi, risulta, per tantissimi datori di lavoro, un peso economico insostenibile ed improduttivo che si trasforma per convenienza in un mero adempimento burocratico, ovvero una raccolta di  attestati da esibire, in caso di controlli da parte degli organi di vigilanza. Formazione non idonea per nessun soggetto destinatario, a partire dalla formazione delle figure professionali dirigenziali CSP/CSE RSPP, per finire ai lavoratori, senza entrare nel merito di quella dei datori di lavoro, che più di tutti avrebbero la necessità di approfondire le tematiche della prevenzione nel tentativo di porre rimedio alle precarietà del proprio lavoro per ridurre gli infortuni. La qualità di una impresa passa attraverso la qualità della formazione che ogni datore di lavoro dovrebbe mettere  in campo. 

Nella inconsapevole ignoranza dei soggetti chiamati in causa, possiamo affermare, con assoluta certezza, che le tante criticità della sicurezza dei luoghi di lavoro non potranno mai ridursi o risolversi,  fin quando non viene concretamente modificato il D. LGS. 81/2008 incentivando e sostenendo la vera formazione professionale riducendo la pressione fiscale,  contrariamente a quanto stabilito con l’ultimo accordo Stato Regioni che permette la formazione dei datori di lavoro in modalità e-learning ove nessuna interazione o controllo può esserci sull’effettivo svolgimento dei corsi. In virtù di questo nuovo provvedimento, i datori di lavoro, ignoranti erano ed ignoranti rimarranno. Questa è la volontà che il legislatore italiano vuole perseguire? A quale scopo! Questo non lo posso dire, ma soprattutto non è possibile comprenderlo!

Arch. Antonio D’Avanzo

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Architetto libero professionista esperto in sicurezza e salute dei luoghi di lavoro.

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