La Tragedia di Catalin Robu: caduta fatale a Cremona

Infortunio mortale

La Tragedia di Catalin Robu: Caduta Fatale a Cremona

Il pomeriggio di lunedì 16 febbraio 2026 si è consumato un drammatico incidente sul lavoro che è costato la vita a Catalin Robu, operaio di 55 anni residente a Ghisalba, nella Bergamasca. L’uomo, di origini romene ma da tempo stabilito in Italia con la famiglia, lascia due figli.

Luogo e Circostanze dell’Infortunio

L’incidente è avvenuto nel pieno centro storico di Cremona, in via dei Tribunali. Catalin Robu era impegnato in un cantiere edile allestito per il rifacimento e la manutenzione del tetto di un prestigioso palazzo privato.

La Dinamica dell’Incidente

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità competenti:

  • L’altezza: L’operaio stava lavorando sulla copertura dell’edificio quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso l’equilibrio.

  • La caduta: È precipitato nel vuoto per circa 10 metri, finendo all’interno della corte interna del palazzo.

  • I soccorsi: L’impatto al suolo è stato violentissimo. Nonostante il tempestivo intervento del personale sanitario del 118 (giunto sul posto con automedica e ambulanza), le ferite riportate sono risultate fatali e i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso sul posto.

L’Impresa e le Indagini

Catalin Robu era un dipendente della “R.C. Coperture S.r.l.”, un’impresa edile con sede a Ghisalba (BG) specializzata proprio in rifacimenti di tetti e coperture industriali e civili.

Sul luogo del sinistro sono intervenuti:

  1. I Carabinieri di Cremona per i rilievi di rito e la messa in sicurezza dell’area.

  2. I tecnici dell’ATS (UOPSAL), incaricati di verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla presenza di parapetti, linee vita o imbragature che avrebbero dovuto prevenire la caduta.

Il Contesto: Sicurezza e Statistiche

La morte di Catalin Robu si inserisce in un quadro preoccupante per il territorio lombardo. I sindacati (CGIL, CISL e UIL) hanno espresso profondo cordoglio, sottolineando come le cadute dall’alto restino la prima causa di morte nei cantieri edili. Nel solo 2025, la provincia di Bergamo aveva registrato un numero critico di infortuni mortali, e questo nuovo evento segna un inizio d’anno drammatico per la sicurezza sul lavoro.

“Non si può morire per riparare un tetto. È necessario che la cultura della sicurezza diventi una priorità assoluta, non un costo da tagliare.” — Nota congiunta delle sigle sindacali.

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