Ponteggi con teli: l’obbligo del calcolo per la sicurezza

Ponteggio con teli

Analisi tecnica delle sollecitazioni aerodinamiche e degli obblighi del professionista abilitato secondo il D. Lgs. 81/2008 smi


Il Rischio “Vela” nei Ponteggi Metallici Fissi

L’installazione di teli antipolvere o reti ombreggianti su un ponteggio metallico fisso non è un’operazione puramente estetica o di protezione ambientale, ma una modifica sostanziale delle condizioni di carico previste dal fabbricante nel libretto di autorizzazione ministeriale.

Il problema principale risiede nell’incremento della superficie esposta alla pressione del vento. Un ponteggio “nudo” (privo di teli e schermature) è una struttura reticolare con un coefficiente di esposizione ridotto; l’applicazione di un telo trasforma la struttura in una superficie continua, innescando il cosiddetto effetto vela.

1. La Normativa di Riferimento

Secondo l’Articolo 133 del D.Lgs. 81/08, il montaggio del ponteggio deve avvenire in conformità al libretto di autorizzazione ministeriale. Tuttavia, la maggior parte dei calcoli standard contenuti nei libretti dei produttori (Pi.M.U.S.) prevede il ponteggio in configurazione aperta.

Punto chiave: Se la configurazione reale (con teli) non rientra tra gli schemi tipo del fabbricante, è obbligatorio redigere un progetto esecutivo firmato da un ingegnere o architetto abilitato, comprensivo di calcolo di stabilità.

2. Sollecitazioni Meccaniche e Coefficienti Aerodinamici

Dal punto di vista fisico, la forza esercitata dal vento Fω può essere approssimata dalla formula:

Fω = qp x ce x cp x A

Dove:

  • qp: pressione del vento di picco.

  • ce : coefficiente di esposizione.

  • cp : coefficiente di forma (o aerodinamico), che aumenta drasticamente con il telo.

  • A: superficie esposta.

L’installazione di un telo può aumentare il carico orizzontale sui montanti e sugli ancoraggi di un fattore che va da 3 a 10 rispetto alla struttura nuda.

3. La Criticità degli Ancoraggi

Il calcolo del professionista deve concentrarsi prioritariamente sulla verifica degli ancoraggi.

  • Ancoraggi a “cravatta” Devono essere ricalcolati per resistere non solo al ribaltamento, ma anche alle forze di estrazione e di taglio indotte dal vento.

  • Schema di ancoraggio: Spesso è necessario passare da uno schema standard (es. un ancoraggio ogni 21 mq) a uno schema rinforzato (es. un ancoraggio ogni 14.40 mq o su ogni montante in prossimità della sommità).
    Schema a “Rombo” o “Rinforzato”: Mentre in un ponteggio nudo gli ancoraggi possono essere posizionati ogni due piani e a campate alternate (5,4 m x 4.00 m = 21.60 mq), per il ponteggio con teli è spesso necessario uno schema ogni piano e ogni due montanti (3.60 x 4.00 m = 14,40 mq), o addirittura su ogni nodo in corrispondenza delle zone d’angolo, dove le turbolenze del vento sono massime.

4. Responsabilità e Documentazione

Il professionista abilitato deve produrre una relazione di calcolo che consideri:

  1. Analisi dei carichi: pesi propri, sovraccarichi di esercizio e carichi ambientali (vento e neve).

  2. Verifica delle aste: controllo di instabilità dei montanti sottoposti a carico combinato.

  3. Verifica degli appoggi: pressione sul terreno o sulla struttura di base.

La mancanza di tale documentazione, in caso di crollo o ispezione degli organi di vigilanza (ASL/Ispettorato del Lavoro), comporta gravi sanzioni penali per il Datore di Lavoro e il Coordinatore per la Sicurezza (CSE).

Conclusioni

L’aggiunta di un telo antipolvere trasforma un’attrezzatura di lavoro provvisionale in una struttura complessa esposta a dinamiche ambientali non trascurabili. Questa è una condizione di montaggio che non rientra tra gli schemi di collaudo indicati dal libretto di Autorizzazione Ministeriale e per tanto prevede una specifica progettazione a firma di un tecnico abilitato.  La sicurezza del cantiere e della pubblica incolumità dipende rigorosamente dalla validazione tecnica di un tecnico abilitato.


Sicurezza ponteggi: obblighi ed adempimenti del nolo a caldo secondo il D.Lgs. 81/08

 

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Architetto libero professionista esperto in sicurezza e salute dei luoghi di lavoro.

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