Sistemi Anticaduta e Lavoro in Quota: L’Uso Corretto di Imbracature, Cordini e Connettori
A cura della redazione tecnica di NotiS
Il lavoro in quota rappresenta una delle attività a maggior rischio nel panorama della sicurezza sul lavoro. La normativa vigente (D.Lgs. 81/08) stabilisce parametri rigorosi per la tutela degli operatori esposti al rischio di caduta da altezze superiori a 2 metri rispetto a un piano stabile.
Il principio cardine della sicurezza impone sempre la priorità dei Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) rispetto a quelli individuali. In quest’ottica, la prevenzione strutturale è fondamentale: nei cantieri non esistono edifici in costruzione senza ponteggi sul perimetro esterno in modo da ridurre il rischio di caduta dall’alto. Tuttavia, durante le fasi di allestimento, in scenari industriali complessi, o laddove le protezioni collettive non possano eliminare totalmente il rischio, entra in gioco l’obbligo inderogabile di utilizzare i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) salvavita di III categoria.
Il corretto assemblaggio e utilizzo della catena di sicurezza – composta da imbracatura, cordino (con dissipatore) e connettori – è ciò che garantisce l’arresto in sicurezza dell’operatore.
1. L’Imbracatura per il Corpo (UNI EN 361)
L’imbracatura anticaduta (full-body harness) è l’unico dispositivo idoneo a sostenere il corpo di una persona durante e dopo l’arresto di una caduta.
- Ergonomia e Regolazione: Un’imbracatura non regolata correttamente è inefficace e pericolosa. Le cinghie (spallari e cosciali) devono aderire al corpo senza bloccare la circolazione. La prova del palmo (inserire una mano a piatto tra il cosciale e la gamba) è il test empirico ideale per verificarne la corretta tensione.
- Punti di Attacco: Ai fini dell’arresto caduta, l’operatore deve ancorarsi esclusivamente agli anelli a “D” contrassegnati con la lettera A (o A/2, che devono essere uniti). Questi si trovano tipicamente in posizione dorsale o sternale per garantire che, post-caduta, il corpo rimanga in posizione il più possibile verticale.
2. Il Cordino e il Dissipatore di Energia (UNI EN 354 / UNI EN 355)
Il collegamento tra l’imbracatura e il punto di ancoraggio è gestito dal cordino, ma è fondamentale fare una netta distinzione operativa:
- Cordini di Posizionamento (UNI EN 358): Non sono progettati per arrestare una caduta, ma solo per mantenere l’operatore in tensione sul luogo di lavoro.
- Cordini con Dissipatore (UNI EN 355): In un sistema di arresto caduta, il cordino deve sempre essere integrato da un dissipatore di energia. In caso di caduta libera, il corpo umano non può tollerare forze di decelerazione superiori a 6 kN senza subire gravi lesioni interne. Il dissipatore, strappandosi in modo controllato, assorbe l’energia cinetica mantenendo la forza di arresto al di sotto di questa soglia vitale.
- Calcolo del Tirante d’Aria (Clearance): L’uso di un cordino con dissipatore richiede un’attenta valutazione dello spazio libero sottostante l’operatore. Bisogna sommare la lunghezza del cordino, l’estensione massima del dissipatore strappato (fino a 1,75 m), l’altezza dell’operatore e un margine di sicurezza (solitamente 1 metro) per evitare l’impatto col suolo.
3. I Connettori (UNI EN 362)
I connettori, comunemente noti come moschettoni, sono gli anelli di congiunzione del sistema. La loro affidabilità meccanica è vitale.
- Chiusura di Sicurezza: Per i lavori in quota, è sconsigliato l’uso di connettori a ghiera manuale a causa del rischio di dimenticanza. Lo standard di sicurezza operativo richiede l’impiego di connettori con chiusura automatica a triplice azione, che richiedono tre movimenti distinti e volontari (sollevare, ruotare, aprire) per lo sblocco, azzerando il rischio di apertura accidentale contro strutture o per attrito.
- Assi di Carico: I connettori sono progettati per lavorare sull’asse maggiore. Devono essere posizionati in modo da non subire sollecitazioni trasversali o torsioni sulla leva di apertura durante l’uso.
L’Ispezione Pre-Uso: Una Responsabilità dell’Operatore
Avere il miglior equipaggiamento non basta se questo non è in perfette condizioni. Oltre alla revisione annuale obbligatoria da parte di personale competente, ogni addetto deve effettuare un’ispezione visiva e tattile prima di ogni utilizzo:
- Verificare l’assenza di tagli, abrasioni o bruciature sulle cinghie.
- Controllare che le cuciture di sicurezza siano intatte e non presentino fili sfilacciati.
- Accertarsi che l’indicatore di caduta (se presente) non sia scattato.
- Testare la fluidità di apertura e la chiusura automatica dei connettori.
Lavorare in quota non ammette distrazioni. La padronanza tecnica dei propri DPI è il primo e più importante ancoraggio per la propria vita.
Per ulteriori approfondimenti tecnici, chiarimenti normativi o per proporre casi studio da pubblicare, la redazione è a disposizione all’indirizzo: NOTIZIARIOSICUREZZA@GMAIL.COM

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