L’integrazione della valutazione del rischio bellico riferita al rischio di esplosione di ordigni bellici, nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è un obbligo di legge (D.Lgs. 81/08, art. 100 e Allegato XV) che ricade sotto la responsabilità del Coordinatore per la Progettazione (CSP).
Ecco la procedura dettagliata, le indagini necessarie e la documentazione da predisporre ai fini della BOB (Bonifica Ordigni Bellici)
1. La Procedura di Valutazione
La procedura non è una semplice “stima”, ma un’analisi tecnica che deve concludersi prima dell’inizio delle attività di scavo.
- Analisi Storica e Documentale: Ricerca di eventi bellici nell’area (bombardamenti, presenza di linee difensive, depositi).
- Definizione della Probabilità: Incrocio tra i dati storici e le caratteristiche del terreno.
- Indagini Strumentali (se necessarie): Qualora l’analisi storica non escluda il rischio, si procede con rilievi sul campo.
- Integrazione del PSC: Inserimento delle misure preventive e protettive e dei costi della sicurezza specifici.
2. Indagini da Effettuare
Le indagini si dividono in due fasi:
Indagine Preliminare (Documentale)
Si consultano archivi e database per verificare se l’area è stata interessata da eventi bellici. Le fonti principali sono:
- Archivi storici comunali e provinciali.
- Aerofotogrammetria storica: Analisi delle foto aeree scattate dalla RAF o dalla Luftwaffe (analisi dei “crateri di bomba”).
- Database del Ministero della Difesa.
Indagine Strumentale (Magnetometrica)
Se l’indagine preliminare evidenzia un rischio potenziale, occorre effettuare una Bonifica Bellica Sistematica o una ricerca strumentale:
- Magnetometria superficiale: Utilizzo di cercametalli o magnetometri per rilevare masse ferrose nel primo sottosuolo.
- Elettromagnetica mediante Georadar (GPR): Utilizza impulsi di onde elettromagnetiche ad alta frequenza per scansionare il sottosuolo o le strutture, rilevando riflessioni causate da variazioni delle costanti dielettriche dei materiali.
- Magnetometria profonda: Tramite fori di sondaggio, se gli scavi previsti superano la portata dei rilevatori superficiali.
3. Documentazione da Predisporre
L’integrazione al PSC deve contenere i seguenti documenti tecnici:
Relazione di Valutazione del Rischio Bellico
Un documento firmato dal tecnico (solitamente il CSP) che attesta il livello di rischio (Basso, Medio, Alto). Deve includere:
- Inquadramento cartografico dell’area.
- Esito delle ricerche storiche.
- Motivazione tecnica della scelta (es. perché si ritiene necessaria o superflua la bonifica).
Parere del Reparto Infrastrutture (Esercito Italiano)
In caso di rischio accertato, il committente deve richiedere il Parere di Congruità al reparto competente dell’Esercito. Questo documento definisce le modalità operative per la bonifica.
Verbali di Bonifica Bellica
Se viene eseguita la bonifica da una ditta specializzata (iscritta all’apposito albo del Ministero della Difesa), il Verbale di avvenuta bonifica deve essere allegato al PSC. Solo dopo questo documento l’area può essere dichiarata “libera” per le lavorazioni.
4. Integrazione delle Misure nel PSC
Una volta accertato il rischio o definita la procedura di bonifica, il PSC deve essere aggiornato con:
- Procedure di emergenza: Cosa fare in caso di ritrovamento fortuito (sospensione lavori, segnalazione alle autorità, zona di sgombero).
- Costi della sicurezza: I costi per le indagini magnetometriche e per l’eventuale assistenza alla bonifica devono essere analiticamente indicati e non sono soggetti a ribasso d’asta.
- Prescrizioni operative: Obbligo per le imprese esecutrici di formare i lavoratori sul rischio specifico.
Nota Importante sui Ponteggi
Come correttamente osservato per la sicurezza generale dei cantieri, la presenza di ponteggi perimetrali riduce il rischio di caduta, ma nel caso specifico del rischio bellico, la protezione principale è la prevenzione a terra. Se l’area non è bonificata, l’allestimento di qualsiasi struttura (inclusi i ponteggi) è considerato rischioso poiché implica sollecitazioni al terreno.
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