Il curvar di terra
Questa lirica è dedicata a Giacomo Burtone, operaio di 49 anni di Cercola, morto mentre caricava un container a Gianturco. Attraverso immagini simboliche e metafore poetiche, il testo intende rendere visibile il peso della fatica quotidiana, il silenzio della morte sul lavoro e la sospensione fragile tra vita e assenza.
Yuleisy Cruz Lezcano
Sopra un mondo di terra
camminano i volti senza volto
degli uomini importanti.
È di questi uomini che bisogna avere paura:
sono gelosi di tutto ciò che non è dolore.
Al maturante sole di ubertosi umori
un uomo piega il giorno tra le mani.
Il curvar di terra lo avvolge,
gli pesa sulle spalle
come un arco che non trova quiete.
Dal fiato della terra più non risale:
lo trattiene, lo avvolge
nell’aria che sospende ogni respiro.
Il carico chiude il cielo sopra di lui,
un metallo immobile che inghiotte il giorno.
Quando la parola in tanti perché
si spezza tra i denti, il tempo cede,
si piega senza lasciare scampo.
Sul suolo si protende il soccorso tardivo,
mani che cercano un margine
ma il corpo è già polvere,
e la polvere lo accoglie.
Rigonfia di respiri
la cera azzurra delle guance,
vita che tenta di riapplicarsi al corpo
come un sigillo fragile su carta bagnata.
Il telo geme e scivola,
cade sulle grigie palpebre
dove si è spento tutto il rosa che aveva.
Il buio lo avvolge di blu,
il lavoro resta, bestia silenziosa
che mastica ore e restituisce assenza.
Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute, nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna. Laureata in Scienze Biologiche e successivamente in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso l’Università di Bologna, ha saputo coniugare una solida formazione scientifica con una profonda sensibilità umanistica. Attualmente frequenta un master universitario di secondo livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, un percorso che riflette il suo impegno attivo sul campo, testimoniato da progetti educativi itineranti finalizzati alla prevenzione della violenza sulle donne e alla promozione del rispetto e della consapevolezza emotiva.
Collabora con testate giornalistiche e riviste culturali come il Corriere Nazionale, Il Newyorkese, I love Italy News – Arte e Cultura, Masticadores, Almablog, Alessandria Today, Femminile e singolare, Arcipelago Milano, la rivista Odysseo, Nel Quotidiano News, il giornale Progetto-Radici, il blog Vento Adriatico e il Giornale Letterario del Premio Letterario Nabokov. Attraverso queste collaborazioni, la sua voce si fa interprete di una scrittura civile che intreccia poesia, denuncia sociale e riflessione umanistica, con particolare attenzione al mondo del lavoro, ai diritti delle donne e alla costruzione di relazioni autentiche ed equilibrate. È attivista impegnata nella denuncia degli
infortuni sul lavoro e nella lotta contro ogni forma di violenza, con un’azione concreta che si estende anche al mondo della scuola. Ha ideato e condotto progetti culturali e laboratori educativi dedicati all’educazione affettiva ed emozionale, come Il laboratorio delle emozioni sul sentire, esperienze di caviardage poetico e percorsi di scrittura creativa e consapevole, con l’obiettivo di sviluppare empatia, ascolto e pensiero critico tra le giovani generazioni.
Tra le sue pubblicazioni più significative si annoverano:
Di un’altra voce sarà la paura (Leonida Edizioni, 2024),
Doble acento para un naufragio (Edições Fantasma, 2023),
L’infanzia dell’erba (Melville Edizioni, 2021),
Demamah: il signore del deserto (Monetti Editore, 2019),
Inventario delle cose perdute (Leonida Edizioni, 2018),
Fotogrammi di confine (Laura Capone Editore, 2017),
Soffio di anime erranti (Prospettiva Editrice, 2017),
Credibili incertezze (Leonida Edizioni, 2016),
Due amanti noi (FusibiliaLibri, 2015),
Tracce di semi sonori con i colori della vita (Centro Studi Tindari Patti, 2014) e Pensieri trasognati per un sogno (Centro Studi Tindari Patti, 2013).
La sua opera continua a crescere e a radicarsi in un orizzonte poetico sempre più aperto al mondo, alla parola e al sentire profondo dell’umano

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