Emergenza Caldo in Campania: dal 21 giugno stop ai lavori all’aperto nelle ore più calde
Con l’arrivo dei primi picchi di calore stagionali e temperature percepite che rischiano di superare i 42-43 gradi, la Regione Campania corre ai ripari per tutelare la salute della forza lavoro. Il presidente della Regione ha firmato l’ordinanza n. 1 del 17 giugno 2026 in materia di igiene e sanità pubblica. Il provvedimento introduce misure restrittive e vincolanti per proteggere i lavoratori esposti a condizioni climatiche estreme.
Cosa prevede l’ordinanza: date, orari e settori coinvolti
L’ordinanza entrerà ufficialmente in vigore il 21 giugno 2026 e resterà efficace fino al 31 agosto 2026.
Il cuore del provvedimento consiste nel divieto assoluto di svolgimento delle attività lavorative nei settori maggiormente esposti al sole e allo sforzo fisico intenso:
- Settori interessati: Agricolo, edile e settori affini.
- Fascia oraria di stop: Dalle ore 12:30 alle ore 16:00.
- Condizioni di attivazione: Il blocco scatta nei giorni e nelle aree del territorio campano in cui le mappe pubblicate dal sistema Worklimate dell’Inail segnalano un livello di rischio “ALTO”.
Dalle restrizioni sono escluse unicamente le operazioni urgenti e indispensabili legate al ripristino di servizi essenziali a seguito di eventi imprevedibili. Parallelamente, scatta l’obbligo per i concessionari di servizi pubblici o attività di pubblica utilità di rimodulare l’organizzazione del lavoro per garantire la continuità dei servizi minimi senza pregiudicare la salute del personale.
Il commento dei sindacati e la documentazione ufficiale
Soddisfazione da parte delle sigle sindacali. Il segretario generale della CGIL Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha evidenziato come l’ordinanza accolga pienamente le richieste sindacali, allineando la Campania ad altre regioni (come Lombardia, Lazio, Puglia ed Emilia Romagna). Il sindacato sottolinea l’urgenza di estendere queste tutele a tutti i comparti critici (inclusi logistica, movimentazione merci e grandi magazzini soggetti a sbalzi termici) e auspica un intervento del Governo per una legge nazionale organica che standardizzi le misure di sicurezza contro il rischio microclimatico.
Per maggiori dettagli sulle dichiarazioni delle sigle e per approfondire il testo, è possibile consultare la comunicazione sul portale ufficiale della CGIL Napoli e Campania. L’atto formale e la documentazione allegata all’ordinanza sono inoltre accessibili e scaricabili tramite la sezione decreti e provvedimenti del Portale Istituzionale del Ministero della Salute
Raccomandazioni e obblighi per la tutela dei lavoratori
Il caldo estremo non rappresenta un semplice elemento di disagio, ma un rischio concreto per la salute. In base al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), i datori di lavoro hanno l’obbligo di valutare il rischio microclimatico e attuare misure preventive.
Di seguito vengono riportate le principali raccomandazioni e buone pratiche suggerite dalle autorità sanitarie e sindacali per tutelare i lavoratori:
1. Misure Organizzative e Gestione dei Turni
- Rimodulazione degli orari: Anticipare l’inizio dei turni nelle prime ore del mattino e posticipare la ripresa pomeridiana, evitando del tutto le ore centrali della giornata (in conformità con l’ordinanza).
- Pause frequenti: Prevedere pause obbligatorie e regolari in aree ombreggiate, fresche o condizionate, la cui frequenza deve aumentare all’aumentare delle temperature.
- Rotazione delle mansioni: Alternare i compiti più pesanti dal punto di vista fisico tra più lavoratori per ridurne l’esposizione continua.
- Lavoro in squadra: Evitare tassativamente l’isolamento dei lavoratori, in modo che ognuno possa sorvegliare lo stato di salute dei colleghi e intervenire tempestivamente in caso di malore.
2. Gestione dell’Ambiente di Lavoro e dei DPI
- Aree di ristoro: Predisporre apposite zone d’ombra in cantiere o nei campi, o locali climatizzati per i momenti di pausa.
- Idratazione costante: Garantire la disponibilità illimitata di acqua fresca e potabile (e, se necessario, integratori salini) nei pressi delle postazioni di lavoro, incoraggiando i lavoratori a bere frequentemente prima ancora di avvertire lo stimolo della sete.
- Abbigliamento adeguato: Fornire dispositivi di protezione individuale (DPI) leggeri, traspiranti e di colore chiaro. È fondamentale l’uso di copricapi e di creme solari protettive per chi lavora sotto il sole diretto.
3. Sorveglianza Sanitaria e Formazione
- Formazione sul rischio calore: Informare capisquadra e maestranze sui sintomi precoci dello stress termico (vertigini, nausea, mal di testa, sudorazione eccessiva, crampi).
- Piani di emergenza: Stabilire una procedura chiara per il primo soccorso in caso di colpo di calore e assicurarsi che sia facile contattare i soccorsi medici esterni.
- Tutela dei soggetti fragili: Collaborare con il Medico Competente aziendale per individuare i lavoratori affetti da patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, renali, ecc.) che potrebbero subire conseguenze gravissime a causa delle alte temperature, prevedendo per loro soluzioni personalizzate o la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per eventi meteo.
Nota di tutela legale: In caso di malore causato dalle temperature elevate durante lo svolgimento delle proprie mansioni, l’evento viene configurato e tutelato a tutti gli effetti come un infortunio sul lavoro.

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