​Palermo, il cantiere della morte: un “mix letale” di irregolarità

Infortunio mortale PALERMO

​Palermo, il cantiere della morte: un “mix letale” di irregolarità

​I dettagli emersi nelle ultime ore trasformano l’incidente di via Ruggero Marturano in un atto d’accusa contro un sistema di lavoro privo di ogni tutela. La morte di Tiberi Mihai Daniluc (49 anni) e Jaleleddine Najhai (41 anni), avvenuta alle 11:30 di venerdì 10 aprile, non appare più come una tragica fatalità, ma come la conseguenza di una catena di scelte azzardate.

​La dinamica: il braccio spezzato e l’errore di posizionamento

​Secondo le ultime ricostruzioni, la causa del cedimento strutturale potrebbe essere legata al posizionamento della gru, noleggiata dalla ditta Agliuzza Sollevamenti. Per non intralciare eccessivamente l’attività del gommista sottostante, il mezzo sarebbe stato piazzato nell’angolo opposto rispetto al punto dell’intervento (la ristrutturazione di un attico al nono piano).

​Questa distanza ha costretto il braccio meccanico alla massima estensione. Con il peso del cestello e dei due operai a 30 metri d’altezza, lo stress meccanico è diventato insostenibile: il braccio è collassato di schianto, scaraventando i lavoratori sulla rampa di un garage e abbattendosi sulla tettoia dell’officina, dove è rimasto ferito anche un meccanico di 34 anni.

​Una ditta “fantasma” e il lavoro invisibile

​L’aspetto più sconcertante riguarda l’inquadramento dei lavoratori e della ditta stessa:

  • Inattività decennale: I lavori erano stati affidati alla Edil Tech Costruzioni, una ditta che risulterebbe inattiva dal 2016 e priva di dipendenti regolarmente assunti.
  • Lavoro nero: Entrambe le vittime lavoravano totalmente in nero, senza alcun contratto né iscrizione alla Cassa Edile.
  • Assenza di sicurezza: Al momento dello schianto, i due operai non indossavano imbracature né erano agganciati a punti vita. In un cantiere “invisibile” per la burocrazia, anche la sicurezza era stata totalmente ignorata.

​Il vuoto istituzionale e le reazioni

​Il caso riapre la ferita della sicurezza sul lavoro in Sicilia, Regione a statuto speciale dove l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) non ha giurisdizione diretta, complicando il sistema dei controlli. Mentre si registra il silenzio della ministra Calderone, la rabbia sociale esplode:

  • Le indagini: La procuratrice aggiunta Laura Vaccaro ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al momento risultano indagati il titolare della Edil Tech e il proprietario dell’appartamento. Saranno ascoltati anche il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza.
  • Mobilitazione: Mentre CGIL, CISL e UIL preparano assemblee e iniziative nei prossimi giorni, il sindacato USB ha già proclamato uno sciopero generale di 24 ore per lunedì 13 aprile a Palermo e provincia, con un sit-in davanti alla Prefettura.

​L’autopsia sui corpi di Daniluc e Najhai è fissata per lunedì, ma il verdetto morale sembra già scritto: due vite spezzate in un cantiere che, per legge e per logica, non avrebbe mai dovuto essere operativo in quelle condizioni.

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