Guida alle tutele per le Forze di Polizia: come il D.Lgs 81/08 si adatta alle esigenze di ordine pubblico tra riconoscimento del rischio e indennizzi speciali.
Le manifestazioni di piazza e le tensioni con collettivi o centri sociali mettono spesso a dura prova l’integrità fisica degli operatori di Polizia. Quando un agente viene ferito e trasportato in ospedale, ci si interroga su come venga qualificato quell’evento: si tratta di un comune infortunio sul lavoro o di qualcosa di più complesso?
Un regime speciale di tutela
Sebbene l’evento si verifichi durante l’attività lavorativa, per le Forze di Polizia non si applica il regime INAIL classico del settore privato. Lo Stato opera in “gestione per conto”, agendo come assicuratore dei propri dipendenti. L’infortunio occorso in piazza viene tecnicamente inquadrato come Causa di Servizio.
Il nesso di causalità è diretto: la lesione è la conseguenza immediata del compito d’istituto (la tutela dell’ordine pubblico). Questo riconoscimento permette all’agente di accedere al rimborso totale delle spese mediche, all’equo indennizzo e, nei casi più gravi, ai benefici previsti per le Vittime del Dovere.
La sicurezza nel D.Lgs 81/08: il principio di deroga
Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs 81/08) si applica anche alle Forze di Polizia, ma con una precisazione fondamentale contenuta nell’Articolo 3. La norma stabilisce che le disposizioni di sicurezza devono essere adattate alle “particolari esigenze connesse al servizio espletato”.
In parole semplici: a differenza di un operaio che può sospendere un’attività se il rischio non è abbattibile, un agente non può sottrarsi al servizio d’ordine pubblico. In questo contesto, la valutazione del rischio non mira a eliminare il pericolo (impossibile in uno scontro), ma a mitigarlo attraverso:
- DPI Specifici: Caschi, scudi e protezioni balistiche certificati.
- Addestramento Operativo: Procedure coordinate per limitare l’esposizione al danno.
- Sorveglianza Sanitaria: Monitoraggio costante della salute fisica e dello stress psicologico.
Conclusioni
L’agente ferito durante una manifestazione non è solo un lavoratore infortunato, ma un servitore dello Stato che ha subito un danno nell’esercizio di un dovere costituzionale. La corretta redazione dei verbali e dei modelli di lesione è il primo passo per garantire che il sacrificio fisico venga prontamente riconosciuto e tutelato dall’Amministrazione.

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