Tragedia a Selvazzano: il sogno spezzato di Mbow Pape Mamour

Tragedia a Selvazzano: il sogno spezzato di Mbow Pape Mamour

​La comunità di Selvazzano Dentro e l’intera provincia di Padova sono state scosse da un drammatico incidente sul lavoro che ha strappato la vita a un giovane di soli 22 anni. Mbow Pape Mamour, originario del Senegal, è la vittima di una dinamica fatale avvenuta all’interno di un’azienda metalmeccanica nella zona industriale di Caselle.

​La dinamica dell’incidente

​Il tragico evento si è consumato durante il turno di lavoro. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità competenti, il giovane operaio sarebbe rimasto vittima di un macchinario industriale. La dinamica parla di un terribile incidente in cui il ventiduenne sarebbe rimasto “stritolato” o incastrato in un ingranaggio della linea di produzione. Nonostante i sistemi di sicurezza presenti e l’immediata attivazione delle procedure di emergenza, l’impatto con il macchinario è risultato fatale sul colpo, rendendo vano ogni tentativo di liberarlo in tempo per salvargli la vita.

​I soccorsi

​Immediatamente dopo l’allarme, lanciato dai colleghi presenti in fabbrica, sul posto sono giunti i sanitari del Suem 118 con l’ambulanza e l’automedica, insieme ai Vigili del Fuoco. Questi ultimi hanno lavorato con estrema delicatezza per liberare il corpo del giovane dalle lamiere del macchinario. Purtroppo, il medico legale non ha potuto far altro che constatare il decesso a causa dei traumi gravissimi riportati. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i tecnici dello Spisal (Servizio per la Prevenzione e la Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) e i Carabinieri per i rilievi di rito e per accertare eventuali responsabilità o malfunzionamenti dei dispositivi di protezione.

​Chi era Mbow Pape Mamour: il ricordo del CPIA

​Mbow Pape Mamour era arrivato in Italia circa due anni fa, spinto dal desiderio di costruirsi un futuro dignitoso e di sostenere la propria famiglia rimasta in Senegal. Viveva con il padre a Torre, in via Fornaci, e ogni giorno percorreva il tragitto verso la zona industriale di Caselle con dedizione.

​Oltre al lavoro, il giovane era profondamente impegnato nel suo percorso di integrazione. Frequentava con profitto il CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Mortise. Le sue insegnanti, profondamente colpite dalla notizia, ne hanno tracciato un ritratto commovente:

  • L’educazione e la cordialità: Veniva descritto come un ragazzo d’altri tempi, sempre rispettoso delle regole e dei compagni.
  • Il sorriso: Un tratto distintivo che, nonostante le fatiche di una vita divisa tra studio e lavoro in fabbrica, non mancava mai sul suo volto.
  • La determinazione: La sua volontà di imparare l’italiano e di ottenere titoli di studio era il segno tangibile di chi non voleva essere solo “forza lavoro”, ma un cittadino attivo e consapevole.

​Un sacrificio per la famiglia

​Come molti giovani migranti, Pape Mamour destinava parte dei suoi guadagni alle rimesse verso il Senegal, aiutando i familiari rimasti in patria. Il suo sacrificio quotidiano era finalizzato a un progetto di vita che si è interrotto bruscamente tra i rumori di una zona industriale, riaccendendo ancora una volta il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di tutelare maggiormente chi, giovanissimo e spesso più vulnerabile, si affaccia al mondo della produzione.

​La salma rimane ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre i compagni di scuola e i colleghi si stringono attorno al padre, unico punto di riferimento del giovane in Italia, in un lutto che unisce due continenti.

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