Coordinatori. Scriviamo regole. Ma guidiamo i comportamenti?

fabrizio_lovato

Questa è la sintesi dell’articolo scritto dall’ arch. Fabrizio LOVATO.

Troppo spesso i documenti per la sicurezza sul lavoro (PSC, verbali, prescrizioni) sono tecnicamente ineccepibili ma praticamente inefficaci. L’articolo analizza il paradosso delle “parole vuote”: frasi scritte per proteggere chi redige il documento piuttosto che per guidare chi opera in cantiere.

Il testo evidenzia tre criticità fondamentali:

  1. Il documento come fine, non come mezzo: La tendenza a produrre carte per puro adempimento burocratico o tutela legale, perdendo di vista l’obiettivo operativo.

  2. Informazione vs Istruzione: Confondere la citazione di una norma con l’indicazione di un comportamento concreto. Spiegare un rischio non equivale a dire a un preposto cosa fare esattamente prima di iniziare un’attività.

  3. L’oblio del destinatario: Scrivere per tecnici o controllori esterni, dimenticando che il vero utilizzatore è un lavoratore o un preposto che deve prendere decisioni rapide sotto pressione.

Il cambio di paradigma proposto L’autore invita a una revisione radicale: ogni frase deve superare il test dell’azione osservabile. Non basta scrivere “si prescrive l’uso di idonei DPI”; occorre definire chi controlla, cosa controlla e cosa succede se la condizione non è rispettata. Solo rinunciando alle formule vaghe e protettive il documento può tornare a essere un reale strumento di prevenzione capace di influenzare i comportamenti in cantiere.

Perché leggerlo? Per imparare a trasformare la “carta” in sicurezza reale, abbandonando il linguaggio burocratico a favore di istruzioni chiare, verificabili e, finalmente, utili.

LEGGUI QUI L’ARTICOLO COMPLETO:

Scriviamo regole. Ma guidiamo i comportamenti?

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