L’agonia invisibile di Paul Neeraj: ucciso dallo sfruttamento e dal silenzio

Farm workers in straw hats bend over rows of crops as a supervisor in a blue shirt checks notes; a pickup truck sits on the field beyond with mountains in the distance.

Il bracciante indiano è morto a Salerno dopo giorni di sofferenze: abbandonato in ospedale con il corpo devastato da sostanze chimiche e lavoro nero.

Si chiamava Paul Neeraj, aveva circa 36 anni (le fonti variano tra i 32 e i 36 a causa della precarietà dei suoi documenti) ed era originario dell’India. La sua morte, avvenuta venerdì 24 aprile 2026, non è solo una tragedia umana, ma l’ennesima testimonianza di un sistema di sfruttamento che continua a mietere vittime nell’ombra dell’irregolarità.

​La dinamica dei fatti

​La terribile sequenza di eventi ha inizio il 10 aprile 2026. Paul Neeraj viene letteralmente abbandonato davanti al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno da persone non ancora identificate, che si sono dileguate subito dopo averlo lasciato in balia del suo destino. Le sue condizioni apparivano sin da subito disperate: l’uomo era incosciente, presentava le gambe in stato di cancrena avanzata e una gravissima setticemia che aveva già compromesso gli organi interni, in particolare il fegato.

​Prima di giungere a Salerno, pare ci sia stato un tentativo fallito di ricovero presso l’ospedale di Nola, segno di un peregrinare silenzioso volto probabilmente a evitare controlli o denunce legate alla sua posizione di lavoratore irregolare.

​Il ricovero e il decesso

​I medici del Ruggi hanno tentato l’impossibile per due settimane. Paul è stato sottoposto a cicli in camera iperbarica e numerose trasfusioni nel tentativo di arginare l’infezione. Tuttavia, la setticemia era troppo estesa. Secondo le prime ricostruzioni cliniche, il lavoratore sarebbe stato “mangiato” da un’infezione scatenata dal contatto prolungato con sostanze chimiche tossiche (probabilmente pesticidi o acidi industriali) e dall’inalazione dei loro vapori, aggravata dalla totale mancanza di protezioni e cure tempestive.

​Luoghi e soggetti coinvolti

  • Vittima: Paul Neeraj, cittadino indiano, impiegato presumibilmente come bracciante agricolo o operaio in una delle numerose realtà tessili o bufaline della zona tra il Napoletano e il Salernitano.
  • Luoghi: La tragedia si è consumata nel triangolo tra Nola (primo tentativo di soccorso), la Piana del Sele (area di probabile impiego) e Salerno (luogo del decesso).
  • Indagini: La Procura di Salerno ha messo la salma sotto sequestro e disposto l’autopsia. Gli inquirenti stanno cercando di individuare il luogo esatto in cui Paul lavorava e l’identità dei “caporali” o datori di lavoro che lo hanno abbandonato nel momento del bisogno, nel tentativo di coprire le tracce del lavoro nero.

​Un nuovo “Caso Satnam Singh”

​La vicenda di Paul Neeraj richiama prepotentemente alla memoria quella di Satnam Singh, il bracciante morto nel 2024 a Latina dopo essere stato abbandonato con un braccio amputato. Anche in questo caso, il timore delle ripercussioni legali legate all’immigrazione clandestina e al lavoro sommerso ha prevalso sul dovere di soccorso, condannando un uomo a una morte atroce.

​Le sigle sindacali e diverse forze politiche hanno già presentato interrogazioni parlamentari, chiedendo che venga fatta piena luce sulla vicenda e che le responsabilità penali degli sfruttatori non restino impunite nel silenzio delle campagne campane.

 

Be the first to comment on "L’agonia invisibile di Paul Neeraj: ucciso dallo sfruttamento e dal silenzio"

Leave a comment