Ritrovati i corpi dei due piloti del Canadair 28 precipitato sull’Etna.

Continua la strage dei morti sul lavoro. E’ questo l’ennesimo tragico evento in cui si muore nello svolgimento del proprio lavoro, nel tentativo nel spegnere un incendio boschivo.  Ritrovati i corpi di Roberto Mazzone e Matteo Pozzoli, i due piloti del canadair 28 caduto giovedì pomeriggio sull’Etna impegnati nelle operazioni di spegnimento di un incendio boschivo. Le vittime sono il salernitano Roberto Mazzone di 62 anni e Matteo Pozzoli, 58 anni, figlio dell’ex sindaco della città di Erba dal 1995 al 2002.

Il tragico incidente si è verificato in località Linguaglossa, stando ad una prima ricostruzione da parte del Comando Generale dei Vigili del Fuoco, il velivolo sarebbe precipitato in seguito all’urto della carena contro la costa della montagna. Da chiarire cosa sia successo con esattezza, le indagini sono in corso. Schiantandosi al suolo il velivolo avrebbe causato una grossa esplosione che ha reso difficoltoso l’intervento dei soccorritori e il recupero dei due piloti dispersi.
La procura di Catania sta indagando su due fronti. Il primo, riguarda le cause del disastro aereo: verificare se sia stato dovuto a un errore di manovra o a problemi di volo o strutturali. Il secondo fronte invece  sulla causa dell’incendio per il quale c’è da accertare se sia stato appiccato e quindi sia doloso.

Matteo Pozzoli che da anni viveva a Viterbo, era ex pilota dell’Areonautica Militare con una lunghissima esperienza di volo alle spalle. Già nel 1997, ai comandi di un caccia militare  ebbe un incidente sul monte Lupone nel quale rimase gravemente ferito e morì il pilota che volava con lui, il capitano Maurizio Poggiali. Si era poi specializzato nella guida dei Canadair, impiegati per lo spegnimento degli incendi.

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