Travolto e ucciso in bici in Versilia: muore Daniele Faggi. Riaperto il caso Luana D’Orazio
Un tragico scontro mortale ha riacceso i riflettori su una delle vicende più dolorose legate alla sicurezza sul lavoro in Italia. Nella mattinata di domenica 19 luglio, Daniele Faggi, 67 anni, è rimasto vittima di un incidente stradale mentre pedalava lungo via di Montramito, arteria che collega Massarosa a Viareggio, in Versilia.
La dinamica dell’incidente stradale
Faggi, residente a Montemurlo e in vacanza nella sua seconda casa, è stato investito da una Fiat Panda guidata da una donna di 59 anni residente a Viareggio. L’impatto è stato devastante: nonostante l’uomo indossasse regolarmente il casco protettivo e nonostante il tempestivo arrivo dei soccorritori del 118, le ferite riportate si sono rivelate fatali e il decesso è avvenuto sul colpo.
La conducente dell’auto ha accusato un malore a seguito dello scontro ed è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Versilia. A bordo del veicolo viaggiava anche una bambina di due anni. La Procura della Repubblica di Lucca ha aperto un fascicolo per omicidio stradale nei confronti della conducente e ha affidato i rilievi alla polizia locale, disponendo l’immediato sequestro dei mezzi per chiarire l’esatta dinamica, inclusa l’eventualità che il ciclista stesse effettuando una manovra di inversione di marcia al momento dell’impatto.
Il legame con la tragedia di Luana D’Orazio
Il nome di Daniele Faggi è indissolubilmente legato alla fine di Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni morta il 3 maggio 2021. La giovane perse la vita stritolata da un orditoio all’interno dell’azienda tessile di Montemurlo (Prato) di cui Faggi e la moglie (Luana Coppini) figuravano come titolari e gestori. Gli accertamenti tecnici dimostrarono che i dispositivi di sicurezza del macchinario erano stati deliberatamente manomessi per accelerare i ritmi di produzione.
In seguito al processo nato da quella tragedia, Faggi scelse di percorrere la strada del patteggiamento, ottenendo una condanna a un anno e sei mesi con la sospensione condizionale della pena.
La Procura di Prato riapre le indagini
Sul fronte della morte della giovane operaia si è recentemente registrata un’importante novità giurisprudenziale. Nel maggio 2026, il Procuratore di Prato, Luca Tescaroli, ha deciso di riaprire formalmente le indagini sul decesso di Luana D’Orazio.
Le nuove verifiche, affidate agli specialisti dell’unità prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl, mirano a esplorare il caso alla ricerca di ulteriori profili di responsabilità aziendale e violazioni sfuggite al primo iter giudiziario. Gli accertamenti si basano sul riesame del fascicolo originale e su nuove audizioni di ex colleghi, al fine di fare piena luce su una morte causata da gravissime mancanze in materia di sicurezza.
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