METELLO. Dalle vicende private di un giovane muratore: la morte di Quinto Pallesi.

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METELLO Vasco PatroliniStoria della vita del giovane Metello, di mestiere muratore, sullo sfondo dei primi conflitti sociali a Firenze, città che, come il resto del nord Italia, si aprì al nascente capitalismo alla fine dell’Ottocento.

Un affresco delle prime lotte sociali in un Italia in cui la precarietà ed il disagio era una condizione che caratterizzava il mondo del lavoro e non solo. Un importante testimonianza letteraria che risale agli anni ‘50 e precisamente l’anno 1955, quando Vasco Patrolini, con il romanzo “METELLO”  tenta di raccontare la storia di un giovane muratore che trova il tempo, tra tanti intrecci relazionali ed amorosi, di aderire alle lotte anarchiche, per poi passare al socialismo sindacale e al nascente movimento operaio.

In questo spaccato di vita sociale, estrapoliamo la vicenda  della “morte di Quinto Pallesi“, attraverso cui  viene descritto la durezza del lavoro di cantiere ed il momento in cui la fatalità di un tragico evento, sconvolge il destino e la vita di un lavoratore che come tanti  altri lavoratori vivono i disagi di chi con difficoltà vive i pericoli del cantiere ed in particolare lavora sui ponteggi.

Una storia italiana, un romanzo che descrive lo spaccato di una vita sociale che vede il coinvolgimento di tanti lavoratori e conoscenti i quali tutti con un fare empatico si prodigano per prestare soccorso allo sfortunato Pallesi.  

<<… Tutto quanto accade cotesto giorno, non potrà mai trapassare dalla memoria. E’ il giorno in cui, a nostra insaputa, la nostra vita si volta come sul palmo il dorso della mano……

…Metello si avviò con la sua squadra; vide Pallesi che dava una spinta, ma affettuosa , al vecchio Renzoni; lo vide di spalle mentre saliva a sua volta per la scala del fabbricato dirimpetto. …

… Trascorsero così due ore, saranno state le dieci, le dieci e un quarto. Metello affondava la cazzuola nella calcina, quando sentì un urlo, che durò un baleno e fu sepolto dal tonfo di un corpo andato a schiacciarsi sulla massicciata. Quinto Pallesi era precipitato dall’impalcatura.

Qualche minuto dopo, l’avevano sollevato e portato sotto la tettoia, disteso su una porta, lo sorreggevano alla nuca; il sangue gli colava di sotto l’attaccatura dei capelli e gli si spandeva sul viso, non riparavano a tamponarlo. Il suo sguardo era sempre vivo, balenante, più che di dolore di collera sembrava; respirava a fatica, gli riunirono le gambe e dette un grido; ansimava, diceva:
«Mi è venuta a mancare la ringhiera. Non ho fatto in tempo a riprendermi».
Adesso era Metello che stando in ginocchio, gli teneva la testa e gli tamponava il sangue. Dall’altro lato c’era l’Ingegnere.
«No, non ce l’ho con lei» ansimava Quinto. «Non ce l’ho con nessuno. Il legno si era infradiciato, o la giuntura ha ceduto. Ero io che ci dovevo badare. La pelle è la mia».
Digrignò i denti per il dolore, volse la testa e incontrò lo sguardo di Metello, sembrò abbozzargli un sorriso: «Hai visto?» gli disse. «Non ci siamo mai conosciuti bene, come mai?». Ansimava, e le sue parole eran già diverse: «Se non avesse piovuto! Sono anche scivolato. Con l’asciutto mi sarei agganciato». Si agitava: «Portatemi all’Ospedale, fate presto».
«Sono andati a chiamare la Misericordia, stai calmo» gli ripeteva l’Ingegnere che aveva la faccia color fango e pareva gli si inumidissero gli occhi.
«Andate anche a casa mia, subito. Subito. Fateli venire tutti all’Ospedale. Anche i ragazzi, mi raccomando. Armanda, Ersilia e anche il bambino, fate venire anche Carlo. Tutti e tre, la mamma e i due ragazzi… Armanda, Ersilia, Carlo… Armanda, Ersilia… “Merde les généraux…”». Delirava
Quando ci vogliamo spiegare certe circostanze, decisive per la nostra vita, ci si risponde che è destino, che è successo e non sappiamo come.

Dal Romanzo Metello di Vasco Patrolini, nel 1970 viene prodotto un film Prodotto dalla Documento Film e  con la Regia di Mauro Bolognini. 
Fotografia: Ennio Guarnieri
Musica: Ennio Morricone
Cast: Massimo Ranieri, Ottavia Piccolo, Frank Wolff, Tina Aumont, Lucia Bosé, Pino Colizzi, Mariano Rigillo, Luigi Diberti, Manuela Andrei, Corrado Gaipa, Adolfo Geri, Claudio Biava, Franco Balducci, Steffen Zacharias, Sergio Ciulli.

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