Premio “Pietro Di Donato”: Il giornalismo d’inchiesta al servizio della sicurezza sul lavoro
L’impegno nel raccontare le “morti bianche” non è solo un dovere di cronaca, ma un atto di civiltà. È questo il messaggio centrale che emerge dalla recente cerimonia di assegnazione del Premio Giornalistico Nazionale “Pietro Di Donato”, un riconoscimento nato per dare voce a chi, con coraggio e rigore, accende i riflettori sulle tragedie che continuano a funestare il mondo del lavoro in Italia.
Un premio per non dimenticare
Giunto alla sua ottava edizione, il premio è ispirato allo scrittore di origini abruzzesi, autore del romanzo di denuncia sociale ‘Cristo fra i muratori’ pubblicato nel 1939 dopo la morte prematura del padre “Girolamo Di Donato”, rimasto sepolto vivo dal cemento in un cantiere edile nell’America degli anni ’20.
Il premio si pone l’obiettivo di stimolare una riflessione profonda attraverso il potere dell’informazione, e in un’epoca in cui le notizie sono veloci e spesso superficiali, il premio vuole celebrare quel giornalismo capace di andare oltre il dato statistico per scavare nelle cause, nelle mancanze del sistema di prevenzione e nelle storie umane che restano dopo ogni incidente.
I protagonisti della serata
La giuria ha selezionato professionisti che si sono distinti per inchieste, reportage e articoli di fondo focalizzati sulla prevenzione e sulla cultura della sicurezza. Tra i premiati di quest’anno figurano nomi che hanno saputo documentare non solo l’evento tragico, ma anche il complesso percorso giudiziario e normativo che ne consegue.
“Raccontare il lavoro oggi significa raccontare un diritto che troppo spesso si trasforma in un rischio inaccettabile. Premiare chi scrive di questi temi significa sostenere una battaglia culturale per la dignità della persona.”
Il ruolo del giornalismo per la prevenzione
Per la nostra redazione di NotiziarioSicurezza.it, il Premio Di Donato rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Spesso la sicurezza sul lavoro viene percepita come un insieme di freddi adempimenti burocratici; il buon giornalismo ha invece il compito di umanizzare queste norme, spiegando che dietro ogni protocollo rispettato c’è una vita salvata.
L’evento ha sottolineato alcuni punti chiave emersi dalle inchieste premiate:
- La precarietà come fattore di rischio: Molti degli incidenti analizzati mostrano una correlazione diretta tra contratti instabili e mancanza di formazione specifica.
- L’importanza della tecnologia: L’uso di dispositivi avanzati e IoT potrebbe prevenire la maggior parte degli infortuni nel settore manifatturiero e edile.
- Il dovere della memoria: Non lasciare che il silenzio cada sulle vittime è il primo passo per pretendere giustizia e cambiamenti legislativi
I Protagonisti dell’VIII Edizione: Eccellenze del giornalismo d’inchiesta
Dopo una pausa di alcuni anni, il Premio Pietro Di Donato è tornato con forza a Taranta Peligna, confermandosi un osservatorio privilegiato sulla sicurezza. La giuria, presieduta da Fausto Bertinotti e composta da figure di rilievo come Vittorio di Trapani (Presidente FNSI) e Annamaria Furlan, ha premiato inchieste che hanno saputo squarciare il velo di silenzio su settori critici.
Tra i vincitori di spicco di questa edizione figura Massimiliano Coccia, premiato per la sua capacità di documentare le zone d’ombra del mercato del lavoro contemporaneo. Le categorie premiate hanno coperto l’intero spettro mediatico:
- Carta Stampata: Inchieste che hanno analizzato il nesso tra subappalti e vulnerabilità dei lavoratori.
- Radio e TV: Reportage video che hanno portato nelle case degli italiani la realtà dei cantieri e delle fabbriche.
- Web: Progetti multimediali capaci di utilizzare i dati per raccontare storie umane.
Un riconoscimento speciale, il Premio Speciale Agricoltura “Pino Cornacchia” (promosso da CIA), ha acceso i riflettori su un settore che, come vedremo dai dati, continua a pagare un tributo altissimo in termini di vite umane.
Il Premio Di Donato non è solo una celebrazione, ma un monito. Finché i numeri delle morti sul lavoro non segneranno un drastico calo, il ruolo del giornalismo d’inchiesta resterà un pilastro insostituibile per la tenuta democratica e sociale del Paese.

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