Disastro Viareggio. Corte di Cassazione ribalta sentenza Corte di appello Firenze

Secondo la Cassazione lo scalo ferroviario di Viareggio, ove avvenne la strage di lavoratori e cittadini, non è un luogo di lavoro.
Cadono le accuse di omicidio colposo per tutti gli imputati e processo di appello bis per tutti per la strage di Viareggio del giugno 2009. La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza della Corte di appello di Firenze annullando il reato di omicidio colposo, perché è caduta l’aggravante del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, e rinviando a un nuovo processo d’appello per disastro ferroviario colposo, che in alcuni casi, come quello dell’ex ad di Fs, Mauro Moretti, e dell’ex ad di Rfi, Michele Mario Elia, verificherà la sussistenza di eventuali profili di colpa, mentre per altre posizioni dovrà rivalutare la pena. La Corte ha confermato anche le assoluzioni, stabilite in appello, dei due dirigenti Rfi, Giorgio Di Marco e Giovanni Costa. Moretti ed Elia, nel processo di secondo grado, erano stati condannati rispettivamente a 7 e 6 anni di reclusione. Nuovo processo di appello, anche per l’ex ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano, che era stato condannato a sei anni, e per Francesco Favo (all’epoca certificatore della sicurezza per Rfi), condannato a 4 anni. Giudizio di secondo grado bis anche per gli allora vertici di Gatx Rail Austria, di Gatx Rail Germania e delle Officine Jugenthal, società incaricate della manutenzione dei carri cisterna, uno dei quali deragliò provocando l’esplosione del gpl.
Autore: Rolando Dubini

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Rolando Dubini
Avvocato Cassazionista Avvocato Foro Milano, Cassazionista, diritto penale del Lavoro.

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