L’Italia che lavora, l’Italia che muore: la strage silenziosa dei lavoratori anziani

L'esperienza non si compra, la sicurezza sìNessun lavoro vale una vita. A nessuna età

Nessun lavoro vale una vita, a nessuna età!

L’analisi dei dati INAIL e le storie di cronaca degli ultimi mesi disegnano un quadro allarmante. Se la fascia 55-64 anni è la più colpita in termini assoluti, il rischio di morire sul lavoro per gli over 65 è quasi triplo. Un’emergenza che chiede un cambio di paradigma urgente, tra prevenzione, formazione e una migliore gestione dell’età.

In Italia si muore di lavoro, e si muore sempre più spesso in età avanzata. I dati aggiornati al 2024 confermano una tendenza drammatica: su un totale di 1.090 vittime, la fascia d’età tra i 55 e i 64 anni è quella numericamente più colpita, con 279 decessi in occasione di lavoro. Ma dietro a questo dato si cela una realtà ancora più allarmante: se si analizza il rischio in rapporto al numero di occupati, l’incidenza di mortalità per i lavoratori ultrasessantacinquenni è di 138,3 decessi ogni milione di occupati, quasi il triplo rispetto ai 54,5 della fascia 55-64 anni .

Questo numero, spesso trascurato dalle statistiche ufficiali che tendono a raggruppare i dati in macro-classi, accende un faro su una vulnerabilità specifica e profonda.

Il Dramma Umano: le Famiglie dei Lavoratori Infortunati

Le conseguenze di un infortunio mortale sul lavoro “travolgono famiglie e riscrivono storie e futuro”. L’impatto psicologico è devastante, generando dolore, lutto e timore per il futuro. In questo contesto, il servizio sociale dell’INAIL svolge un ruolo cruciale. Oltre a gestire le pratiche burocratiche per la liquidazione delle prestazioni, gli assistenti sociali offrono un “momento di ascolto e relazione” che è essenziale per il rilascio emotivo e la gestione del lutto. Il supporto si estende all’orientamento su prestazioni economiche e alla connessione con servizi territoriali, alleviando l’ansia legata al futuro incerto.   

Il danno umano va oltre la mera dimensione economica ed è spesso invisibile. Il trauma psicologico subito dai familiari, in particolare dai coniugi e dai figli, è un onere che il sistema di welfare fatica a riconoscere e a sostenere appieno. Il lavoro degli operatori, specialmente in contesti complessi come quelli in cui l’anziano ha già un decadimento cognitivo o non è collaborativo, è reso ancora più difficile dalla frammentazione dei servizi di cura e dalla scarsa diffusione del lavoro in équipe. La necessità di un supporto olistico, che integri la dimensione psicologica ed emotiva con quella burocratica, è una delle sfide più grandi.

Un identikit della morte: dove e come si muore dopo i 60 anni

La cronaca recente e l’analisi settoriale confermano che i decessi tra i lavoratori anziani non sono casuali, ma si concentrano in settori e con dinamiche ben precise.

  • L’agricoltura, una “morte verde”: Il settore agricolo si conferma uno dei più pericolosi, specialmente per i lavoratori più anziani, con il 44% dei casi mortali che coinvolgono lavoratori over 55 . Le “morti verdi” sono spesso causate dal ribaltamento di trattori . Le storie degli ultimi mesi sono tragicamente eloquenti: un agricoltore 68enne è morto schiacciato dal suo trattore nelle campagne di Benevento , mentre un 75enne ha perso la vita in Irpinia per un incidente simile . A questi si aggiunge la morte di un pensionato 66enne schiacciato da un macchinario agricolo a Albonese e di un agricoltore di 60 anni annegato in una cisterna di liquami a Carpineti .

  • L’edilizia, la piaga delle cadute: Le cadute dall’alto sono la causa più comune di infortuni gravi e mortali nel settore delle costruzioni . Il peso di questo tipo di incidente tra i lavoratori anziani è più che triplo rispetto a quello dei non anziani . Un esempio drammatico è la morte di Umberto Manfrinati, un muratore 65enne precipitato da un’impalcatura di sette metri a Roma . Analogamente, un operaio 60enne è morto dopo una caduta da una tettoia nel Napoletano e un 69enne è precipitato da una gru a Torino .

  • Trasporti e schiacciamenti: Anche nel settore dei trasporti si registrano incidenti mortali che coinvolgono lavoratori anziani. Si veda il caso di Salvatore Briamonte, un operaio 65enne originario della Basilicata, deceduto in un cantiere in Valtellina dopo essere rimasto incastrato in un macchinario . Un altro operaio di 60 anni è stato travolto da un furgone in retromarcia nel cantiere della metropolitana di Napoli , mentre un 60enne a Brescia è morto schiacciato da un muletto .

La sfida dei dati e le risposte possibili – Sicurezza e dignità: la migliore pensione

Le denunce di infortunio per i lavoratori over 59 sono in aumento (+6,6%) . Tuttavia, uno dei principali ostacoli a una prevenzione efficace è la mancanza di dati sistematici e granulari. Le statistiche INAIL non pubblicano regolarmente dati disaggregati per fasce d’età specifiche, come 60-64 o over 65, rendendo difficile l’analisi mirata del fenomeno .

Per affrontare questa emergenza, la risposta deve essere multilivello:

  1. Valutazione del rischio specifica: Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve integrare fattori legati all’età e al declino fisiologico, come i tempi di reazione più lenti, i disturbi visivi e uditivi e la maggiore fragilità muscolo-scheletrica .

  2. Adeguamento dell’ambiente di lavoro: È essenziale ridurre i carichi fisici, migliorare l’illuminazione e riprogettare le postazioni per renderle più sicure e adatte all’età .

  3. Formazione e prevenzione attiva: Oltre a una formazione specifica, sono cruciali programmi di salute e benessere che includano un training mirato su equilibrio e forza, in particolare per i lavoratori autonomi e i pensionati ancora attivi in agricoltura, che spesso operano al di fuori delle tutele .

I sindacati e le associazioni di categoria hanno un ruolo cruciale nel promuovere una cultura della sicurezza che non si fermi alla mera burocrazia, ma che punti a difendere la dignità e la vita di ogni lavoratore, in ogni fase della sua esistenza professionale . 

“Formazione e dignità: la migliore pensione.”

La strage silenziosa (in memoria di chi muore lavorando)

About the Author

a.d'avanzo.admin
Architetto libero professionista esperto in sicurezza e salute dei luoghi di lavoro.

Be the first to comment on "L’Italia che lavora, l’Italia che muore: la strage silenziosa dei lavoratori anziani"

Leave a comment